lunedì 29 ottobre 2012

Intermezzo - Torta di clementine


Ogni anno, in questo periodo si comincia a risentire dei cosiddetti "mali di stagione", a causa dell'abbassamento delle temperature, dell'aumento dell'intensità dei ritmi di lavoro e dello smog nelle città, della riduzione delle ore di luce e del tempo dedicato all'attività sportiva, che molte persone abbandonano dopo l'estate per riprendere solo in vista della prova costume... Insomma, in questo periodo le nostre difese immunitarie sono messe a dura prova, ed è per questo che dovremmo modificare le abitudini alimentari per supportare con frutta e verdura ricche di vitamine e sostanze antiossidanti (mi riferisco qui in particolare a frutti di bosco e verdure della famiglia delle crucifere) la nostra salute nella stagione fredda.
 La torta che vi presento oggi, in attesa delle prossime puntate sulla pasta frolla, è perfetta per proporre ai nostri cari dei frutti di stagione amatissimi, clementine e arance, in una chiave appetitosa che renderà colorate e salutari le colazioni in famiglia... vantaggi aggiuntivi, è senza glutine e non ha altri grassi oltre alle uova e ai grassi polinsaturi delle mandorle, i grassi migliori in assoluto per contrastare il rischio di insorgenza di malattie cardiovascolari (e di cui, tornando all'alimentazione sana, sono ricchi il salmone, i semi e la frutta secca in generale).
 Detto questo, la torta è anche facilissima e velocissima da preparare, quindi... cosa aspettate a prendere cucchiaio e terrina e mettervi con le mani in pasta?


Torta alle clementine
di Trish Deseine

Per la torta
·     1 arancia e 3 clementine (o 2 arance, 5 clementine, …)
·     6 uova
·     250 gr di zucchero
·     250 gr di mandorle in polvere
·     1 cucchiaino di lievito in polvere
·     1 cucchiaino di acqua di fiori d’arancio o di liquore all’arancia (facoltativo)

Per la copertura
·     6/7 zollette di zucchero
·     1 limone


Lavare l’arancia e le clementine, metterle in un pentolino con acqua, portare ad ebollizione e cuocere a fuoco dolce per 1 ora e 30, quindi lasciar raffreddare. Tagliare a metà, privare di eventuali semi e ridurre in purea nel mixer.
In una ciotola, sbattere le uova con una forchetta, unire il composto di arance e clementine, l’acqua di fiori d’arancio, se piace, il lievito setacciato, lo zucchero e la farina di mandorle; mescolare bene, versare in uno stampo tondo imburrato e spolverato di farina di mandorle Ø 22 cm e cuocere a 190° per un’ora.
Lasciar raffreddare per qualche minuto.
Mescolare le zollette sbriciolate con la scorza del limone grattugiata e qualche cucchiaio del succo, quindi lasciar raffreddare completamente prima di servire. Lo zucchero formerà una deliziosa superficie croccante.


lunedì 8 ottobre 2012

Speciale pasta frolla - La pasta frolla classica per le crostate coperte

 Come promesso, ecco il secondo post dedicato alle varianti di pasta frolla adatte per alcune tipologie particolari di crostata.
 Dopo la ricetta base, per la quale utilizzo solo tuorli, e la frolla viennese, una frolla montata preparata sono con albumi, vi presento una frolla simile a quella base, caratterizzata però dall'utilizzo delle uova intere e dello zucchero semolato al posto dello zucchero a velo e da una diversa metodologia di lavorazione. Questo procedimento un po' "vecchiotto" è quello che seguivano le nostre nonne, che utilizzavano le uova intere, mettevano anche un pizzico di lievito nell'impasto e non conoscevano la sabbiatura, ottenendo così delle crostate "sofficiose"; nulla toglie che si possano preferire crostate di questo tipo, i gusti sono gusti, io mi limito a dirvi quali ricette seguo per preparare la crostata (di solito la ricetta base)! :-)


 Le uova intere rendono la frolla più elastica e meno friabile (la friabilità, ovvero la capacità della pasta di sbriciolarsi alla rottura una volta cotta, aumenta all'aumentare del quantitativo di tuorli e di burro nell'impasto, a parità di farina), mentre lo zucchero semolato ne rende la struttura meno setosa e più porosa.
 Il risultato finale sarà una frolla più morbida rispetto a quella base, alla quale si avvicina comunque maggiormente rispetto alla frolla montata (che per le sue caratteristiche non può essere stesa con il mattarello, per cui occorre darle forma servendosi di un sac-à-poche o di uno sparabiscotti), e che risulta quindi particolarmente indicata per le crostate coperte (quelle che gli americani chiamano "pie" e che realizzano normalmente anche con paste poco o per niente zuccherate, tipo la brisée).
 Di seguito vi riporto la ricetta di una crostata di questo tipo che io amo particolarmente, una rivisitazione del famosissimo pasticciotto leccese, realizzata qualche anno fa da de Riso alla Prova del Cuoco; si tratta di uno scrigno di frolla farcito con una crema pasticcera particolarmente ricca (rispetto alla versione che utilizzo abitualmente e che trovate qui, in quanto il latte è tagliato con la panna) e  le amarene sciroppate, e che io amo servire ancora leggermente tiepida accompagnata da una pallina di gelato al fiordilatte.

Pasticciotto di crema alle amarene
di de Riso

Pasta frolla classica
·     500 gr di farina “00” debole
·     50 gr di (1) uovo
·     60 gr di (3) tuorli
·     200 gr di zucchero
·     300 gr di burro morbido
·     scorza grattugiata di un limone
·     1 bacca di vaniglia
·     sale

Crema pasticcera
·     350 gr di latte fresco intero
·     150 gr di panna
·     120 gr di tuorli
·     150 gr di zucchero
·     30 gr di amido di mais
·     1 pezzetto di scorza di limone
·     1 bacca di vaniglia
·     sale

Per la finitura
·     amarene sciroppate
·     1 uovo
·     1 cucchiaio di zucchero
·     zucchero a velo


Disporre la farina setacciata a fontana, emulsionare al centro le uova con il sale, i semini della bacca di vaniglia e la buccia di limone, lo zucchero e il burro, quindi passare ad incorporare la farina. Impastare velocemente, formare un panetto e farlo riposare avvolto nella pellicola in frigo.
Per la crema, portare ad ebollizione il latte con la panna, metà dello zucchero, la buccia di limone, un pizzico di sale e il baccello di vaniglia dal quale sono stati prelevati i semi per la frolla. Nel frattempo, sbiancare i tuorli con metà dello zucchero, aggiungere l’amido e versarvi poco per volta parte dei liquidi bollenti, sbattendo velocemente con la frusta; incorporare al composto tenuto sul fuoco, portare nuovamente ad ebollizione sbattendo sempre con la frusta, lasciar addensare, trasferire in una ciotola, mettere a contatto della crema la pellicola (serve ad evitare la formazione della pellicina) e lasciar raffreddare.
Stendere la frolla, dividere in due parti, di cui una grande circa i 2/3, foderarvi una tortiera, bucherellare, disporvi la crema, adagiarvi le amarene e chiudere con un disco ottenuto dalla pasta tenuta da parte. Bucherellare, eliminare gli eccessi con un coltello, spennellare con l’uovo sbattuto con lo zucchero e cuocere in forno statico a 165/170° C per 50-55 minuti circa.
A piacere spolverare con lo zucchero a velo, disporre al centro alcune amarene e servire ancora tiepido tagliato a fettine accompagnate dal gelato.

 A questo punto non mi resta che consigliarvi di provarla e augurarvi buon appetito!

venerdì 28 settembre 2012

Speciale pasta frolla - La frolla viennese per la crostata di frutta


Ultimamente ho fatto un po' di esperimenti con la pasta frolla, e ho deciso di rendervene partecipi in questo e nei prossimi post.
 Conoscete già la ricetta base che uso normalmente per le crostate e i biscotti, che va bene un po' per tutte le preparazioni e che potete trovare qui, per cui naturalmente non mi ripeterò, ma cercherò di presentarvi delle varianti di questo impasto base che si prestano egregiamente per alcune preparazioni particolari.
 Ho pensato di cominciare la carrellata con una pasta frolla molto diversa rispetto a quella base, non solo negli ingredienti (udite udite, solo albumi e niente tuorli qui! la definirei una perfetta pasta frolla di recupero :-) ma anche nella preparazione: si tratta infatti di una frolla montata, che cioè viene realizzata con il burro lasciato ammorbidire a temperatura ambiente (in gergo "a pomata") e poi montato insieme allo zucchero e agli altri ingredienti prima dell'aggiunta della farina. Se ricordate, il metodo che ho già spiegato è esattamente agli antipodi, e prevede di utilizzare il burro freddissimo per poter procedere all'operazione di sabbiatura. Il risultato che si ottiene è diversissimo: con la sabbiatura, la frolla (che chiamerò del tipo "a") risulta più croccante e friabile, mentre la frolla montata (che chiamerò "b") risulterà più morbida e... "accogliente" per un eventuale ripieno cremoso. Questo perché, con il primo metodo, si cerca di lavorare la farina il meno possibile affinché non sviluppi glutine e, appunto, la frolla non si alzi in cottura, mentre con il secondo metodo, utilizzando gli ingredienti a temperatura ambiente, si svilupperà maggiormente il glutine che farà crescere la pasta rendendola morbida.


 La crostata può essere cotta direttamente con il suo ripieno (marmellata, crema, nutella, ...) oppure senza, coperta con un foglio di carta forno e dei pesetti per evitare che si gonfi troppo in cottura; il guscio vuoto, una volta cotto e raffreddato, potrà essere farcito a piacere, ad esempio con crema pasticcera, e poi decorato, ad esempio con frutta e gelatina. Se si usa la pasta frolla di tipo a, lo stacco tra la croccantezza della base e la cremosità del ripieno potrebbe essere troppo netto, le due consistenze risulterebbero slegate tra loro e, al momento del taglio, la crema cadrebbe dal guscio e non si otterrebbero fette perfette; per ovviare a questo inconveniente, i pasticceri normalmente interpongono uno strato di consistenza intermedia tra la base (consistenza dura) e la crema (consistenza morbida), ad esempio un pan di spagna inzuppato o una crema frangipane (in questo caso, la base verrà cotta già con il frangipane, poi lasciata raffreddare e quindi farcita con crema e frutta). L'alternativa che vi propongo è quella di usare la frolla di tipo b, che, essendo di per sé più morbida, grazie allo sviluppo del glutine, non rende necessaria l'interposizione di strati tra la base della crostata e la crema di farcitura.
 Dopo avervi annoiato con tutte queste parole, tranquilli, ecco il premio! :-)


Crostata di frutta
di Luigi Biasetto

·     250 gr di farina
·     200 gr di burro t.a.
·     150 gr di zucchero a velo
·     3 albumi t.a.
·     bacca di vaniglia
·     sale

Crema di farcitura:
·     250 ml di latte intero
·     6 tuorli
·     100 gr di zucchero
·     10 gr di amido di riso (o maizena)
·     aroma a piacere (bacca di vaniglia, buccia di limone)

Gelatina naturale:
·     2 mele verdi
·     zucchero
·     succo di limone

Per decorare:
·     frutta fresca di stagione a piacere, matura ma soda


Montare il burro con le fruste elettriche insieme allo zucchero, un pizzico di sale e la vaniglia, quindi aggiungere gli albumi, montare ancora fino ad amalgamarli, e aggiungere la farina a mano, incorporandola con una spatola. Disporre il composto ottenuto in un sac-à-poche con bocchetta liscia Ø 1-1,5 cm e lasciar rassodare in frigo per mezzora. Disporre sopra una teglia un foglio di carta forno e un anello in acciaio (va bene anche il cerchio delle tortiere a cerniera), quindi realizzarvi dei cerchi concentrici con l’impasto, facendo un doppio strato sui bordi. A questo punto avete due alternative per evitare che la pasta si gonfi troppo in cottura e perda la forma: è preferibile lasciare la pasta per 12 ore in frigo, ma se non avete tempo la potete mettere in frigo per 30 min, quindi adagiarvi un foglio di carta forno con dei pesetti, soprattutto sul bordo, e cuocere  a 200° C per 25 minuti.
Tagliare le mele a pezzi con la buccia, metterle in un pentolino con acqua a filo e cuocere per 20 minuti dall’ebollizione, quindi filtrare il liquido ottenuto, unire pari peso di zucchero, portare ad ebollizione, aggiungere un po’ di succo di limone, far cuocere per altri 30 minuti, quindi lasciar raffreddare.
Portare ad ebollizione il latte con l’aroma prescelto e metà dello zucchero; nel frattempo, sbattere i tuorli con l’amido e il resto dello zucchero, quindi unire qualche cucchiaio del latte bollente, sbattere con una frusta, unire al resto del composto e cuocere ancora a fuoco lento finché la crema non si rassoda; fare molta attenzione perché ci vorrà pochissimo e la crema tende a stracciare! Trasferire subito in un contenitore freddo e lasciar raffreddare.
Disporre un velo di crema sulla base, quindi decorare con la frutta disposta a cerchi concentrici, grattugiarvi un po’ di scorza d’arancia, adagiarvi 1-2 cucchiai di gelatina e stenderla con il pennello, lasciar assestare per mezzora in frigo, quindi servire.

venerdì 14 settembre 2012

La torta Caprese

 Bentornati su queste pagine!

 Ma quanto corre veloce il tempo? Quasi un mese dall'ultimo post, devo farmi perdonare... e non vedo modo migliore che quello di presentarvi la mia versione della torta caprese!!

 Non credo ci sia bisogno di presentazioni, ma, per quei pochi che non lo sapessero, la caprese rientra tra i dolci della tradizione napoletana, anche se non si tratta di un dolce antico, essendo stata ideata in una pasticceria caprese ai primi del '900.
 Si realizza con pochi semplici ingredienti, mandorle, cioccolato, uova, burro e zucchero, le cui proporzioni possono renderla più o meno soffice, asciutta o umida.
Le dosi che vi riporto, secondo il mio personalissimo gusto (!), consentono di ottenere l'equilibrio perfetto in quanto a consistenza (né troppo asciutta, né troppo umida e quindi... "mattonosa") e sapori.

Torta caprese

·         200 gr di burro fresco t.a.
·         200 gr di zucchero semolato extra-fine
·         5 uova
·         50 gr di cacao amaro
·         200 gr di cioccolato fondente al 50%
·         200 gr di mandorle (o un mix di nocciole e mandorle)
·         30 gr di fecola
·         5 gr di lievito per dolci (si può omettere)
·         sale
·         burro e farina per lo stampo
·         zucchero a velo


 Tostare le mandorle in forno a 140° per 20 minuti, quindi eliminare la pellicina e frullarle nel mixer fino ad ottenere una farina.
 Miscelare il cioccolato grattugiato con la fecola, il cacao e il lievito setacciati.
 In una ciotola montare leggermente con la frusta a mano il burro con lo zucchero; unire i tuorli e amalgamare senza montare troppo, unire quindi le polveri, alternandole agli albumi montati a neve con un pizzico di sale, e infine unire la farina di mandorle. Versare in una tortiera (io di solito uso lo stampo da crostata) imburrata e infarinata e infornare a 165° per 35/40 minuti, quindi sformare, lasciar raffreddare completamente, spolverizzare di zucchero a velo e servire accompagnando con gelato o panna montata.

 E se, dopo averla provata, non vi fosse passata la voglia di caprese, ma anzi questa voglia fosse aumentata? Beh, per chi volesse cimentarsi con un'altra variante, qui trovate la meravigliosa torta caprese al limone ideata da Sal de Riso, che spero possa compensare ogni carenza di zuccheri fino al prossimo post... e se per l'occasione vi avevo presentato uno dei miei cuccioli, questo è il momento di una delle mie gattine...


 Alla prossima e intanto... buona caprese a tutti!!!

venerdì 17 agosto 2012

Crème caramel e... buone vacanze!

 Eh sì, me lo riprometto sempre ma ancora quest'estate non sono riuscita a preparare un solo dolce che non richieda l'uso combinato di forno e fornelli!! Sarà una malattia?

 Il dolce che vi propongo oggi non ha bisogno di presentazioni né di troppe spiegazioni, tanto è semplice da preparare. Le uniche accortezze riguardano
1 - la preparazione del caramello, che immagino per qualcuno di voi (come anche per me!) sia un po' croce e delizia, nel senso che, per quanto lo amiate e vi sforziate nel prepararlo, sono più le volte che vi dà problemi che quelle in cui risulta prefetto, dorato al punto giusto ma non così troppo da doverlo buttare via (insieme al pentolino...)
2 - la cottura a bagnomaria: il consiglio in generale per questo tipo di cottura è quello di controllare di tanto in tanto che l'acqua non vada ad ebollizione, e in tal caso di aggiungere altra acqua fredda.


 Il crème caramel si prepara con quattro semplici ingredienti, latte, zucchero, uova e bacca di vaniglia; potrete trovare ricette che prevedono di tagliare parte del latte con la panna, aumentando così la quantità di grassi in un dolce di per sé è leggero e poco calorico, perfetto quindi anche per l'estate (sempre che si sopporti di accendere il forno); a mio gusto, vi consiglierei piuttosto di aumentare il quantitativo di tuorli a scapito delle uova intere, in modo da rendere la crema un po' più saporita (anche se meno delicata).


 Insomma, come tutte le ricette della tradizione, anche il crème caramel si presta a qualche variante negli ingredienti, mentre il procedimento è assolutamente lineare e lo trovate indicato qui sotto...

Crème caramel
(per 6 stampini)

·         500 gr di latte intero
·         4 uova
·         1 bacca di vaniglia
·         125 gr di zucchero + 100 gr per il caramello

Mettere lo zucchero in un tegamino dal doppio fondo, coprirlo a filo con acqua e mettere sul fuoco, senza mai toccarlo, finché lo zucchero non scioglie e comincia a caramellare; quando avrà raggiunto un colore ambrato, aggiungere 2 gocce di succo di limone, versare in sei stampini di alluminio (o acciaio o ceramica) e lasciar indurire a temperatura ambiente.
Portare ad ebollizione il latte con la bacca di vaniglia aperta e lo zucchero, quindi versare sulle uova sbattute, sempre mescolando per evitare che si cuociano. Versare negli stampini aiutandosi con un mestolo. Disporre gli stampini su una teglia con un foglio di carta forno e acqua e infornare a 180° per 40 minuti. Lasciar raffreddare, quindi mettere in frigo per qualche ora, sformare e servire.


Buon appetito e, come dice il titolo del post... buone vacanze a tutti, ci rivediamo a settembre!!!

lunedì 30 luglio 2012

Torta di carote con confettura di albicocche

 Ciao a tutti!

 Il caldo non accenna a darci tregua, e noi che facciamo?
 Sprezzanti del pericolo, decidiamo di:
 1. Far raggiungere alla nostra cucina la temperatura di 50° per preparare la confettura
 2. Una volta ristabilita la "gradevole" temperatura ambiente di 35°-40°, dare un'altra botta di vita alla cucina accendendo il forno per preparare una tortina facile facile veloce veloce, solo perché la suddetta marmellata è la morte sua! :-)


 La torta di carote in questione è veramente semplice e leggera, vi sembrerà quasi un pan di spagna arricchito; gli unici grassi sono dati dalle uova e dalle mandorle, ma il gusto è comunque eccezionale grazie alla presenza nell'impasto di rhum e amaretti. Per quanto riguarda la confettura, che tutti saprete fare secondo ricette tramandate da generazioni, riporto comunque la mia versione non tanto per gli ingredienti, quanto per il procedimento, suggerito dalla mamma di un'amica e davvero rivoluzionario, perché non occorre girare il composto una volta raggiunta l'ebollizione, per cui buona parte della fatica è risparmiata!

 Dunque, per preparare la confettura vi occorrono1 kg di frutta matura e 500 gr di zucchero; mettete lo zucchero in un tegame largo e baso, bagnatelo appena di acqua e disponetevi sopra la frutta a pezzettini, coprite, portate ad ebollizione quindi scoprite e lasciate cuocere senza mai girare per circa 1 ora e 30- 2 ore. Per controllare la cottura, mettete poca marmellata su un piattino di vetro, se raffreddando risulta gelatinosa è il momento di mettere la marmellata nei vasetti di vetro sterilizzati, coprire con un pezzetto di tovagliolo di stoffa imbevuto di alcool, chiudere con il coperchio e lasciar raffreddare, quindi... gustare la vostra marmellata!



 Per la torta dosi e procedimento sono i seguenti

Torta di carote e amaretti

di Anna Moroni

·         350 g di carote pulite
·         250 g di mandorle pelate
·         200 g di zucchero
·         75 g di amaretti
·         3 uova
·         40 g di farina “00”
·         1 bustina di lievito per dolci
·         3 cucchiai di rum
·         buccia grattugiata di un limone
·         sale
·         burro e pangrattato per la teglia
·         marmellata e zucchero a velo per servire

Frullare gli amaretti nel mixer.
Frullare le mandorle con metà dello zucchero.
Frullare le carote.
Montare a neve ben ferma gli albumi con un pizzico di sale.
Montare i tuorli con lo zucchero rimasto, quindi unire il rhum, gli amaretti, le mandorle, le carote, la farina setacciata con il lievito e la buccia del limone, amalgamare bene, infine aggiungere gli albumi, girando delicatamente dal basso verso l’alto.
Imburrare e spolverare di pan grattato uno stampo del diametro di 24 cm, versarvi l’impasto e cuocere in forno preriscaldato a 220°C per 35-40 minuti.
Lasciar raffreddare e spolverare di zucchero a velo.




A questo punto non vi resta che farcire la torta con la marmellata oppure servirla tagliata a quadrotti, accompagnati da una generosa cucchiaiata di confettura... poi mi direte! :-)

venerdì 20 luglio 2012

Crema pasticcera e crostata al cioccolato

Sì lo so che fa caldo, molto caldo, che la voglia di accendere il forno è prossima allo zero, che il cioccolato d'estate non si mangia e che preparare la frolla è una faticaccia perché non fai in tempo a toccarla con la punta dell'indice che già ti si è sciolta e la devi rimettere subito in frigo sperando che la situazione possa migliorare... però questa crostata è così irresistibile e, provare per credere, FRESCA, una volta preparata e lasciata raffreddare, che non posso resistere alla tentazione di darvi la ricetta... sta a voi decidere se provarla adesso o appuntarvela per cimentarvi più avanti nella preparazione ;-) Perché mica questa è una crostata normale! No no, il ripieno a sorpresa prevede un mix di crema pasticcera e riso soffiato, che dà una consistenza del tutto particolare alla preparazione, appunto un po' "soffiata", che non si può spiegare bene a parole, ma si può capire solo alla prova dell'assaggio!


Tra l'altro, pensavo di dedicare un post apposito alla preparazione della pasta frolla, ma mi sono resa conto di aver trattato l'argomento in modo così esaustivo qui, che non mi sembra il caso di ripetermi.
Invece, incredibilmente non ho ancora trattato il tema della crema pasticcera, per cui questa è l'occasione perfetta per rimediare!

Ecco quindi a voi la ricetta della...


Crostata soffiata al cioccolato


Crema pasticcera
(tra parentesi le dosi da utilizzare per la crostata)
·         500 gr di latte fresco intero (300)
·         100 gr di tuorli (60)
·         150 gr di zucchero (90)
·         20 gr d maizena (12)
·         20 gr di farina “00” (12) (in caso di intolleranza al glutine, utilizzare solo maizena)
·         Aroma (qui bacca di vaniglia, per preparazioni alla frutta buccia di limone, cannella)

Farcitura
·         80 gr di cioccolato al latte
·         80 gr di cioccolato fondente
·         100 gr di riso soffiato
·         80 gr di farina di mandorle

Preparare la pasta frolla e lasciarla riposare in frigo (in estate, almeno un’ora).


Per la crema, portare ad ebollizione il latte con l’aroma prescelto (normalmente uso i semi dei baccelli per preparazioni quali pan di spagna, pasta frolla, … e conservo i baccelli vuoti, che uso invece nei liquidi, come in questo caso nel latte per ottenere la crema, in modo da non sprecare nulla) e metà dello zucchero; nel frattempo, sbattere i tuorli con amido e farina e lo zucchero; una volta che il latte bolle, versarne 2-3 mestoli sul composto, sbattendo bene per amalgamare, quindi riversare sul latte e cuocere a fuoco medio-basso, sbattendo con la frusta per evitare la formazione di grumi, finché la crema non si addensa e vela il cucchiaio (ci vorrà molto poco, non più di 2-3 minuti). Trasferire subito la crema in un recipiente (lasciandola nel pentolino continuerebbe a cuocere).
 In generale, la crema deve essere coperta con la pellicola per alimenti a contatto (per evitare la formazione della pellicina) e lasciata raffreddare; per questa preparazione, aggiungere il cioccolato a pezzi e girare finché non si scioglie, quindi lasciar raffreddare.


Riprendere la pasta frolla dal frigo, stenderla abbastanza sottile, arrotolarla sul mattarello e srotolarla su uno stampo da crostata. Bucherellare la superficie e rimettere in frigo almeno 10 minuti (se si mettesse in forno la pasta frolla a temperatura ambiente, il burro sarebbe troppo caldo e tenderebbe a sciogliersi, dando un risultato finale morbido; con la pasta fredda di frigo, il risultato finale sarà una crostata dalla consistenza croccante e setosa).
Unire il riso soffiato e la farina di mandorle alla crema, disporre sulla base e infornare a 180° per circa 40 minuti.
Lasciar raffreddare, spolverare di zucchero a velo e finalmente… gustare! J