lunedì 17 ottobre 2011

Five days a week in Turin - Baci di Dama


 Oggi vi parlo della bellissima città della quale da un annetto (abbondante) a questa parte sono "ospite", causa lavoro che mi tiene (abbondantemente) lontana da casa...
 E fortuna che la città che mi ospita è così bella e piena di cosa da vedere e da fare, altrimenti non so se sarei riuscita a resistere tanto...


 Torino è una città che non tutti conoscono e che molti, non conoscendola (o non visitandola da qualche anno), sottovalutano, ritenendola grigia e austera, con un'architettura severa, retaggio dei secoli in cui è stata la capitale del Ducato di Savoia e che l'hanno portata ad essere, seppur per breve tempo, la prima capitale del Regno d'Italia.


 In realtà, a chi a Torino non viene da prima del 2006, mi sento di dire: date una seconda chance a a questa magnifica città! Infatti, voci di corridoio mi dicono (io l'ho visitata per la prima volta nel 2010, quindi non posso parlare in prima persona) che da quell'anno fatidico il volto della città è profondamente cambiato, inizialmente per merito delle Olimpiadi invernali, appunto tenutesi nel 2006, ma in seguito con ulteriori miglioramenti, culminati in questo centocinquantenario dell'Unità d'Italia, in cui Torino si è data veramente da fare con un insieme impressionante di eventi, manifestazioni (nella foto sopra, la parata degli Alpini a maggio), ristrutturazioni (a breve, sarà possibile visitare interamente la Reggia di Venaria, con una mostra sul genio di Leonardo da Vinci alla quale non vedo l'ora di assistere :-) e chi più ne ha più ne metta per non lasciare il turista a bocca asciutta: l'apertura dell'ultima tratta della linea 1 della metropolitana, la riscostruzione del primo senato all'interno di Palazzo Madama, l'allestimento di mostre temporanee con cadenza mediamente trimestrale in ognuno dei suoi (numerosissimi ed interessantissimi!) palazzi, eccetera eccetera...


 In ogni vicolo di Torino c'è qualcosa da vedere, una curiosità da svelare (non per niente, è la capitale italiana dell'esoterismo, essendo stata, tra l'altro, residenza di Nostradamus e del Conte di Cagliostro... ma qui si apre davvero un capitolo a parte che richiederebbe pagine e pagine di post!!), un mondo nuovo da scoprire (è una città veramente multietnica, a volte basta semplicemente svoltare un angolo di strada per pensare di trovarsi in un altro Paese)...


 Per non parlare poi (anzi, proprio per parlarne, visto che siamo in un blog di cucina! ;-) dei mille posti in cui poter mangiare!! A Torino si trova veramente di tutto, dalle pizzerie (così tante da poterne cambiare una al giorno! e tutte molto buone, merito della colonizzazione degli italiani del sud Italia, che a Torino si sono trasferiti in massa a partire dal dopoguerra per lavorare nella Fiat), ai ristoranti di cucina regionale piemontese (of course!) e non solo, ai ristoranti etnici e ai caffè storici, così belli ed invitanti nei palazzi antichi, dove si respira ancora un'atmosfera magica che ci riporta alla fine dell'Ottocento, quando questa città era una meta culturale che attirava letterati e artisti da tutta Italia ed Europa (fra gli altri, Gozzano, Salgari, de Amicis, Nietzsche, d'Annunzio, Primo Levi, Calvino, Pavese... può bastare?!)


 E per tutti quelli che non hanno la possibilità di venire di persona, mi piacerebbe concludere il mio tour virtuale facendovi entrare in uno di questi bellissimi palazzi d'epoca, nello specifico a Palazzo Barolo, già residenza dei Marchesi Falletti di Barolo e oggi sede dell'Opera Pia Barolo...


 ... farvi girare per le sue stanze per ammirare le opere in esse custodite...


 ...farvi meravigliare scoprendo la sua storia (per tutti i curiosi, date un'occhiata qui)...


 ...e farvi infine accomodare ad uno dei suoi tavolini...


 ...per avere l'onore di offrirvi, insieme ad una bella tazza di cioccolata calda (o a un bicerin ;-), quei deliziosi biscottini, famosi in tutta Italia ma che di questa città sono originari, insieme a tante altre dolci prelibatezze, e che rispondono al nome di...

Baci di dama



·         200 gr di mandorle spellate
·         200 gr di farina “00”
·         200 gr di zucchero
·         200 gr di burro
·         aroma (bacca di vaniglia o buccia di limone grattugiata)
·         50 gr di cioccolato al latte (o crema di nocciole)



Frullare le mandorle nel mixer insieme allo zucchero e tritarle fino a ridurle a farina. Versare il composto sul piano di lavoro, unire la farina e mescolare.
Unire il burro tagliato a pezzettini, un pizzico di sale e l'aroma e lavorare fare la sabbiatura, quindi amalgamare velocemente fino ad ottenere un impasto sodo. Lasciar riposare in frigo per una notte.
Formare delle palline da 5 gr ciascuna e adagiarle su una teglia coperta di carta forno, distanziandole leggermente.
Passaggio fondamentale: far riposare per un’altra mezz’ora in frigo (infornandole direttamente, perderebbero la forma diventando delle schiacciatine!)
Infornare a 180° per circa 15 minuti, quindi sfornare e lasciar raffreddare.
A parte sciogliere il cioccolato ponendolo in un pentolino a bagnomaria, mescolando con una spatola finché non sarà completamente fuso.
Accoppiare i biscottini a due a due mettendo in mezzo un po’ di cioccolato e lasciarli riposare finché raffreddando si indurisca e li unisca.



Sono ottimi anche conservati in una scatola da biscotti per diversi giorni.
In estate si può provare a prepararli con la marmellata anziché con il cioccolato, ma in questo caso non potranno essere conservati.


 E ora che (finalmente!) le temperature si sono un po' riabbassate e nelle città si cominciano (un po' troppo presto... sì lo so, non son mai contenta! ;-) a rivedere le decorazioni natalizie, perché non cominciare a pensare a quel fantastico periodo dell'anno in cui tutti si scambiano doni, e quelli più graditi, ma guarda un po', sono spesso quelli fatti da noi con poco dispendio di denaro ma molto dispendio di quella cosa ben più rara e preziosa che è il nostro tempo?! Che ve ne pare allora dell'idea di preparare per tempo gli impasti per i biscotti, surgelandoli di volta in volta per averne di diversi tipi, pronti da essere scongelati e cotti pochi giorni prima di Natale? Non so voi, ma io da qualche anno mi organizzo in questo modo ottenendo sempre ottimi risultati, soprattutto in termini di gratitudine nel ricevere dei preziosi (e gustosi) doni fatti a mano!


Detto ciò, è giunto come sempre il momento di salutare tutti voi che mi leggete, stavolta vorrei però dedicare un saluto speciale alla deliziosa Sonia di Oggi pane e salame, domani... e alla mitica Francy di Spadelliamo insieme?, nonché a tutti i foodblogger che sabato 15 ottobre hanno partecipato all'incontro di Foodies a Novara (ebbene sì, c'ero anch'io! :-), nella speranza di tenerci in contatto e di rivederci presto!

 A prestissimo! ;-)

martedì 4 ottobre 2011

Sua Dolcezza... la torta Caprese al limone!

 Siore e siori siete oggi al cospetto di sua dolcezza nonché scioglievolezza, ovvero la torta...

Caprese al limone
di Salvatore de Riso



 Per cui vi pregherei di portare rispetto e provare tosto a rifarla senz'indugio alcuno! ;-)

 Le dosi per preparare questa squisitezza? È presto detto, vi occorrono:

·         5 uova
·         100 gr di olio evo
·         1 limone (Costa d'Amalfi, se avete la fortuna di potervelo procurare)
·         120 gr di zucchero a velo
·         180 gr di cioccolato bianco
·         200 gr di mandorle spellate
·         30 gr di buccia di limone candita
·         50 gr di fecola
·         5 gr di lievito
·         sale

 Frullare le mandorle con metà dello zucchero a velo.
 Grattugiare la scorza del limone e ricavarne il succo.
 Emulsionare con la frusta a mano i tuorli con l'olio, unire un po' di succo di limone, il restante zucchero a velo e miscelare bene.
 Montare gli albumi a neve ben ferma con un pizzico di sale.
 Unire il cioccolato grattugiato (o tritato molto finemente) e le mandorle frullate e miscelate con la fecola, alternandole agli albumi montati, quindi aggiungere la buccia di limone candita, la buccia grattugiata e il lievito.
 Disporre in uno stampo di 22 cm di diametro imburrato e spolverato di fecola e cuocere a 170° per 40-45 minuti.
 Servire con una spolverata di zucchero a velo.
 Si accompagna benissimo a salse a base di agrumi.


 Che ne dite? Vale o non vale la pena? Io (e famiglia) consiglio fortemente l'assaggio! ;-)

 E con questo dolce, ne approfitto per rigirare il graditissimo premio "Versatile Blog", ricevuto tempo fa dalla carissima Stefania di Nuvole di Farina e di recente anche dalla bravissima Monica di Dolci Gusti ...


ai seguenti blogger, che seguo sempre con piacere e che ritengo abbiano dei blog davvero... versatili!

- B.B. Girls di Papiro e Carta Forno (la mia prima amica blogger!)
- sississima di acqua e farina (una blogger impegnatissima in mille ambiti)
- UomoDeiMari di Parole e Melodie (non sarà un foodblogger... ma non disdegna il food! ;-) 
- Luciana di Dal dolce al salato (ha realizzato così tante ricette da far concorrenza al Cucchiaio d'oro!!)
- Laura di Zampette in pasta (un blog dalla grafica deliziosa... per non parlare dei suoi (a)mici!!)
- marifra79 di menta e liqurizia (un vero piacere per gli occhi da guardare e riguardare senza stancarsi mai)
- carla di tigella e crespella (le ricette senza lattosio di una mamma dolcissima... per restare in tema :-)

 Ora però non posso proprio non presentarvi "Sua Dolcezza Reale", altrimenti non mi perdonerei mai una simile dimenticanza!! E eccola allora, in tutta la sua INFINITA dolcezza...


 E ora siore e siori è arrivato (e forse un po' prima del solito, ma il tempo è sempre quello che è... Bianconiglio docet! :-D, anche per questo post, il triste momento dei saluti, e stavolta vorrei lasciarvi con due piccoli "compiti a casa": rifare il dolce (e c'è da dirlo?! :-) e ricordarsi sempre, ad ogni ora, di dedicare un piccolo pensiero ai nostri amici animali, che aspettano impazienti il momento in cui finalmente torneremo a casa da loro, al termine della nostra lunga giornata di lavoro, e a quel punto di non essere mai troppo stanchi per potergli dedicare un minuto del nostro prezioso tempo... in fin dei conti, chi come loro ci chiede così poco e ci dona in cambio così tanto??

 A presto amci!



sabato 24 settembre 2011

Bianconiglio e il bianco... mangiare!

  Alice cominciò a considerare tra sé se valesse la pena di alzarsi e raccogliere un po' di margherite... quand'ecco che improvvisamente le passò accanto di corsa un Coniglio Bianco con gli occhi rosa.
 La cosa in sé non aveva nulla di veramente speciale; e Alice non pensò neppure che fosse poi tanto strano sentire il Coniglio che diceva tra sé: "Santo Cielo! Santo cielo! Arriverò in ritardo!"...



 Tuttavia, quando il coniglio tirò fuori un orologio dal taschino del panciotto, lo guardò, e poi riprese a correre, Alice saltò in piedi, perché d'un tratto le era venuto in mente di non aver mai visto prima un coniglio con il panciotto, e neppure con l'orologio. Incuriosita, lo rincorse per il prato, e fece appena in tempo a vedere che si infilava in una grande CUCINA, sotto la siepe, per preparare in tutta fretta un buon...

Biancomangiare


 Oggi vi vorrei presentare un dessert semplice e veloce, che può rappresentare una risorsa preziosa in caso di ospiti inattesi o in qualsiasi altra occasione in cui vi troviate con tre ingredienti in casa, non possiate uscire a procurarvene altri (causa bufera di neve, vento a 160 Km orari, acquazioni torrenziali o pioggia di meteoriti in corso... o semplicemente perché è domenica e non è facile trovare i negozi aperti! ;-) e dobbiate arrangiare alla buona qualcosa di dolce per soddisfare il palato...
  A casa mia l'abbiamo sempre chiamato biancomangiare, lo preparava la nonna siciliana dandogli questo nome, anche se in realtà ho poi scoperto che il vero biancomangiare siciliano è un'altra cosa (sempre una crema bianca, da cui il nome, ma preparata con le mandorle e seguendo un procedimento più lungo), ma vi assicuro che rimarrete stupiti della bontà e della versatilità di questa semplice crema, che si abbina benissimo alla frutta.
 L'accompagnamento che vedete nella foto, e che sotto vi illustro in due parole come preparare, è una salsa ai frutti di bosco, per la quale potete però utilizzare qualsiasi altro tipo di frutta  (fragole, ciliegie, pesche e perché no?! anche limoni e arance ben lavati e affettati sottilmente con la buccia).
 Il "biancomangiare" si presta però, ovviamente, ad essere mangiato da solo a cucchiaiate :-) oppure come alternativa al classico gelato o al più leggero yogurt con le macedonie di frutta.
 Non vi ho ancora convinti a provarlo? Beh, penso che le quattro righe nelle quali vi spiego la ricetta riusciranno dove tutte le mie parole non sono servite! :-D


 Per la crema, mettete 2 cucchiai di maizena e 2 di zucchero in un pentolino, grattugiatevi la buccia di un limone e stemperate il tutto con 1/4 di litro di latte, versandolo poco alla volta e facendolo assorbire mescolando via via. Mettete il recipiente sul fuoco e portate il liquido ad ebollizione, mescolando di continuo. Appena la crema si addensa, spegnete il fuoco e fate intiepidire, poi aggiungete, poco alla volta, 100 ml di panna, mescolando . Lasciate raffreddare e gustate a piacere :-)


 Per la salsa, mettete in un pentolino 300 gr di frutti di bosco con 150 gr di zucchero, portate ad ebollizione, quindi unite un po' di succo di limone, fate sobbollire per 3 minuti mescolando, togliete dal fuoco e lasciate raffreddare.

 E ora si è fatto tardi davvero, quindi vi auguro buona notte e buon week-end e vi do appuntamento alla prossima puntata!


mercoledì 14 settembre 2011

Two weeks in Sicily - Granita e brioche :-)

 Il colore



 L'allegria


 La storia


 Il gusto


 Il mare


 Tutto questo (e molto di più) è la... SICILIA!


 Per tornare con la mente (e il palato) alle vacanze e all'estate (che in realtà come temperature non ci ha affatto abbandonato, anzi, sembra proprio non volerci lasciare!) perché non provare a riproporre anche in città una rnfrescante delizia tipicamente siciliana, vale a dire la granita? E perché, già che ci siamo, non fare le cose per bene e servirla accompagnata da una bella brioche, che in abbinata alla granita costituisce la colazione quotidiana (e da me invidiatissima!!) dei fortunati siciliani?
 E allora eccola qua, una favolosa...

Brioche siciliana con granita caffè e panna




Per le brioche

     ·         300 gr di farina Manitoba
     ·         300 gr di farina "00"
·         1 cubetto di lievito di birra
·         150 gr di burro
·         3 uova e 2 tuorli + 1 uovo intero per spennellare
·         80 ml di latte
·         100 gr di zucchero
·         1 bustina di zafferano (fac.)
·         un pizzico di sale

Per la granita (di Giallo Zafferano)

     ·         250 ml di acqua
     ·         250 ml di caffè
·         80 gr di zucchero
·         1 bacca di vaniglia
·         panna montata zuccherata


Sciogliere il lievito e lo zafferano (servirà a dare un bel colore giallo oro alla vostra brioche) nel latte tiepido.
Disporre le farine a fontana, mettere il sale in una “buchetta”, unire lo zucchero nel foro centrale e cominciare a versarvi lentamente il latte, amalgamandolo con la farina. Unire le uova e i tuorli, impastare e continuare a lavorare il composto unendo via via il burro a tocchettini, incorporandolo gradualmente e impastando per almeno 20 minuti, finché non risulta ben liscio e amalgamato.
Disporre in una ciotola coperta e lasciar lievitare per almeno 2-3 ore, finché non triplica il volume. Preparando l’impasto di sera, una volta lievitato lo si può lasciare in frigo per tutta la notte, toglierlo la mattina e lasciarlo a temperatura ambiente per un’altra ora.
A questo punto trasferire l’impasto sulla spianatoia, sgonfiarlo con le mani, formare dei paninetti, disporli su una teglia da forno e mettere sopra ad ogni paninetto una pallina di impasto, che formerà il “tuppo”. Lasciar lievitare per un’altra ora, spennellare con l’uovo sbattuto e cuocere a 200° per 15-20 minuti. Con la granita sono ottime anche tiepide! J


Per la granita, portare ad ebollizione l’acqua con lo zucchero e la bacca di vaniglia, far bollire per tre minuti, togliere dal fuoco e unire il caffè. Lasciar raffreddare, eliminare la vaniglia, disporre in una ciotola e trasferire in freezer. Dopo un’ora, riprenderla, grattare il ghiaccio che si sarà formato con una forchetta, o sbattere con le fruste elettriche. Rimettere in frigo e ripetere l’operazione ogni mezz’ora, per altre 2 ore circa. Servire in bicchieri, a piacere con la panna montata.



Se non siete mai stati in Sicilia… provvedete subito!! Se siete stati in Sicilia ma non vi siete deliziati con questa accoppiata vincente… beh, provvedete subito lo stesso! E se siete stati in Sicilia e vi siete pure deliziati… siete ancora lì a guardare?! Andate a provare!!! :-D

Con questa deliziosa ricetta partecipo al contest “Lievitami il cuore” del blog di Mamma Papera. Incrociate tutti le dita per me e comunque... che vinca il migliore!

Lievitami il cuore... e vinci un kenwood!!!

A presto amici!

giovedì 1 settembre 2011

Invito d'estate - Cena... "latina"

 Saludos amigos!!! :-D


 Probabilmente troverete questo post un po' diverso da quelli ai quali vi ho abituato fino ad ora, ma essendo arrivata a quota dieci (ci ho messo un po', eh?! beh, diciamo che il tempo a disposizione è sempre poco!) e (quasi) al III mesiversario del blog, ho deciso di festeggiare virtualmente con voi nel modo più allegro possibile... che ne dite se vi racconto della cena "latina" che ho da poco organizzato per i miei amici?! Così stavolta vi passo anche alcune ricettine di salato, vai!!


 Una cena spagnoleggiante che si rispetti non poteva non iniziare con una bella sangria, non vi pare?! E questa versione, presa dal blog "Papiro e Carta Forno" della mia amica B.B. Girls :-) è risultata graditissima (non vi dico i complimenti rispetto alla versione industriale, e infatti quella che vedete nella foto è il poco che è avanzato della doppia dose che avevo preparato... che amici ubriaconi! :-D Grazie ancora B.B. Girls!!


 E veniamo ora a qualcosa di più sostanzioso, partendo con un bel...

Gazpacho andaluso

Ingredienti per 4 persone (se avete anche voi 14 persone a cena… beh, raddoppiate o triplicate!! J
·         1 cipolla
·         1 peperone
·         ½ cetriolo
·         1 spicchio d’aglio
·         4 pomodori maturi
·         sale
·         paprika
·         50 gr di pane ammollato in acqua e strizzato
·         una tazzina d’olio
·         ½ tazzina d’aceto
·         Pepe (facoltativo)
Per accompagnare:
·         pane a cubetti
·         cipolle tritate
·         peperoni, pomodori e cetrioli a pezzettini

Frullare tutti gli ingredienti fino ad ottenere un impasto omogeneo; se risulta troppo denso, diluirlo con acqua. Passarlo con il passaverdure e poi con un colino a maglia fitta e metterlo in frigorifero per qualche ora. Al momento di servire, preparare delle ciotole con crostini di pane, cipolle, peperoni, pomodori e cetrioli a pezzetti; a piacere, servire anche dei cubetti di ghiaccio, per rendere la zuppa ancora più fredda.

 Semplice, no? E davvero ottima, ve lo posso assicurare, ma se di me non vi fidate... beh, aggiungo che non ne è avanzata neanche una tazzina!!

 Sempre per restare in tema di zuppe, quella che ho servito dopo il gazpacho era una...

Zuppa di ceci e vongole

Ingredienti per 4/6 persone (tratta da una vecchia puntata della Prova del Cuoco)

·         1 kg di vongole
·         2 coste di sedano
·         2 carote
·         2 zucchine
·         4 pomodori maturi
·         1 scalogno
·         2 spicchi d’aglio
·         peperoncino (fac.)
·         pane del giorno prima
·         una foglia di alloro
·         un ciuffo di prezzemolo
·         qualche foglia di basilico
·         300-400 gr di ceci lessi (mettere a bagno i ceci freschi per una notte, poi lessarli con acqua e uno spicchio d’aglio, salando solo a fine cottura)
·         sale
Spurgare le vongole in una bacinella con acqua e sale, poi farle aprire in una padella con poco olio e il coperchio per pochi minuti. Scolare e sgusciare le vongole, (gettando quelle che non si sono aperte!) e conservandone qualcuna per decorazione.
Tagliare il sedano, le carote e le zucchine a striscioline sottili  e lo scalogno e l’aglio a pezzetti. Soffriggere in un tegame lo scalogno con l’aglio, quindi unire le verdure, salare e aggiungere un pizzico di peperoncino.
Nel frattempo, praticare un taglio a croce sui pomodori, sbollentarli un minuto in acqua bollente, quindi spellarli, tagliarli a cubetti e privarli dei semi.
Saltare uno spicchio d’aglio in un tegame con poco olio e farvi insaporire i ceci, quindi unire i pomodori e, dopo qualche minuto, l’acqua di cottura delle vongole filtrata con un colino.
Unire i ceci alle verdure, aggiungere la foglia di alloro e il prezzemolo tritato grossolanamente con il basilico, quindi far cuocere 10 minuti; unire infine le vongole, disporre nei piatti decorando con le vongole non sgusciate e accompagnare con il pane affettato sottilmente e tostato.


 (scusate la foto abbastanza inguardabile, ho dovuto farla da dentro la pentola!!... diciamo che in questo post vi dovete accontentare... (delle foto) degli avanzi! ;-)

 E passiamo ora al pezzo forte, quella che probabilmente per molti di voi sarà una novità, così come lo era per me fino a un anno fa... la ricetta in questione sono le mitiche...

Arepas venezuelane
(italianizzate in “areppe”)
  Per preparare le areppe dovete innanzitutto procurarvi l'apposita farina di mais (bianco, più delicata, o giallo) PRECOTTA, in spagnolo "harina de maiz precocida"; non è facilissima da trovare, io la trovo in Sicilia (se siete di Roma, da Castroni), altrimenti, se proprio vi doveste invogliare, potete acquistarla on-line, la marca che dovete cercare è la P.A.N. (è quella che vedete in foto).


 Se avete risolto l'inconveniente e ora avete tra le mani la vostra preziosa confezione di farina, beh... complimenti!! Oltre alle areppe potrete adesso specializzarvi nella preparazione di tacos, tortillas e chi più ne ha più ne metta!!
 Ma non usciamo dal seminato... trovata la farina, preparare le areppe è davvero una "baggianata", vi basterà calcolare metà dose di acqua rispetto alla farina (come indicato nelle istruzioni), farla intiepidire e aggiungere sale q.b., quindi unirla alla farina amalgamando fino ad ottenere un bel composto liscio e compatto, non vi preoccupate perché è più facile dirlo che farlo!! A questo punto dovrete scaldare dell'olio di semi di arachide (ne basta poco) in padella, realizzare delle focaccette alte circa 1 cm e del diametro di un bicchiere e cuocerle nell'olio, finché non risultano dorate da un lato, quindi girarle e farle dorare dall'altro (in totale dai 3 ai 5 minuti) e... il gioco è fatto!
 Non vi resta ora che sbizzarrirvi con le farciture e i condimenti, da mettere in tavola cosicché ogni commensale si possa servire a suo piacimento "imbottendo" le areppe nei modi più fantasiosi... qualche idea?
- i venezuelani le farciscono con un formaggio tipo provola affettato sottilmente, che nelle areppe bollenti fonde in modo delizioso (è la farcitura delle areppe nelle foto)
- macinato e salsiccia rosoliti in padella con un filo d'olio e portati a cottura con dei peperoni a pezzetti
- pollo lessato e tagliato a striscioline
- lattuga tagliata a striscioline
- pomodori a fettine
- fagioli rossi o neri
- salsa piccante (immancabile!)
- sour cream
- salsa guacamole
- se vi viene in mente altro... beh, ogni suggerimento è ben accetto!! :-)

 E per finire in bellezza (e bontà), cosa ne dite di questa...

Crema catalana al cioccolato bianco
(della pasticcera Valentina Gigli, dosi per 6/8 ciotoline)


·         400 gr di panna fresca liquida
·         130 gr di cioccolato bianco
·         6 tuorli
·         1 baccello di vaniglia
·         80 gr di zucchero di canna per la copertura (!)
Fondere il cioccolato bianco e incorporarvi i tuorli, uno per volta, sbattendo con le fruste elettriche.
Portare ad ebollizione la panna con la bacca di vaniglia aperta e versarla sul composto di cioccolato e tuorli, quindi rimettere sul fuoco e farla addensare (è pronta quando vela il cucchiaio o raggiunge gli 84°C). versarla nelle ciotoline in porcellana, filtrandola con un colino, e far riposare in frigo per almeno 5/6 ore.
Togliere dal frigo, ricoprire con uno strato di zucchero e caramellare con l’apposito cannello (oppure passando per pochi minuti sotto il grill del forno).

 Questo è uno dei dolci che ho preparato, ma per questa volta può bastare, gli altri magari ve li farò conoscere nelle prossime puntate, per cui...
HASTA LA VISTA! :-D