sabato 24 novembre 2012

La mia crostata "gioiello" - Torta frangipane alle mele annourke


Che mi piacciano le crostate penso si sia capito...

 Quindi il pensiero, quando sono stata invitata da Ale del blog Dolcemente inventando a partecipare al suo contest La mia ricetta "gioiello",  non poteva che andare ad una crostata appunto, ma così buona e particolare da meritare di essere servita come dessert di fine pasto e non relegata a dolce da colazione come le sue cugine alla marmellata.
 La crostata in questione è stato il primo dolce che ho realizzato riadattando una ricetta del mitico pasticcere Sal de Riso, e devo dire che il risultato è stato così lusinghiero che a questo dolce ne sono seguiti tanti altri (alcuni dei quali presenti nel blog: la torta caprese al limone, il tronchetto al tè in tazza, i cupcake alla vaniglia e mandarino e il pasticciotto), ma questo dolce rimane uno dei miei preferiti, se non il preferito in assoluto, per vari motivi:
- anche se mi trovo spesso a preparare dolci complessi e ricchi di creme (che di solito non posto sul blog), i miei preferiti rimangono quelli semplici, che ricordano i profumi e i sapori della cucina della nonna;
- adoro qualsiasi ricetta, dolce e salata, che preveda le mele, e per me abbinarle a un guscio croccante e a un ripieno morbido e sontuoso è il non-plus ultra;
- il frangipane, per chi non la conoscesse, è una crema da cottura così semplice e squisita che consiglio a tutti di provare al più presto!


 Vi presento subito la ricetta, davvero semplice ma che non sfigurerebbe dopo il più sontuoso dei pasti!

Torta frangipane alle mele annourke
di de Riso

·     un disco di pasta frolla (per la pasta frolla vi rimando a questa base, più friabile, o a questa, più morbida... la scelta dipende dal vostro gusto personale)
Per la crema frangipane
·     200 gr di zucchero a velo
·     200 gr di burro fresco t.a.
·     200 gr di mandorle tritate
·     200 gr di (3) uova
·     buccia di limone grattugiata
·     bacca di vaniglia
·     sale
Per la copertura
·     4-5 mele annourke
·     burro
·     zucchero a velo
·     uvette australiane (sono considerate le migliori al mondo, io ho la fortuna di avere un fratello che ha vissuto in Australia qualche anno e che me le ha gentilmente portate direttamente… dalla fonte J se non le trovate usate pure le uvette sultanine!)
·     mandorle sfilettate
·     distillato di pere
·     succo di limone
·     cannella

 

 Preparare la frolla.
 Preparare la crema frangipane montando il burro molto morbido con lo zucchero a velo, la scorza del limone, i semini della vaniglia e un pizzico di sale, quindi unire le uova, uno per volta alternandolo ad un cucchiaio di farina di mandorle, infine unire le mandorle rimaste e amalgamare bene; versare il composto in uno stampo da crostata foderato con la pasta frolla e infornare a 160° per 40 min. Sformare al contrario.
 Fondere una noce abbondante di burro in padella, unire le mele sbucciate e tagliate a cubetti e far appassire 2 cucchiai di zucchero a velo; a fine cottura unire il succo di limone e le uvette.
 Disporre sul guscio di frolla e ultimare con altre uvette, cannella in polvere, le mandorle sfilettate e una spruzzata di distillato di pere.




  A questo punto non mi resta che augurarvi buon appetito e...


ah sì! Ale ci chiede di indicare i gioielli che preferiamo... beh, la mia scelta va sicuramente sugli orecchini, e il colore preferito non può che essere il rosso... forse perché, essendo una persona dal carattere in genere sereno e tendente a mantenere la calma e non dare in escandescenze (neanche quando ce ne sarebbe bisogno!), ho bisogno di una piccola scossa per trovare la grinta necessaria nelle situazioni difficili, e il rosso è proprio il colore che fa al caso mio!
 In bocca al lupo a tutte le partecipanti e un ringraziamento speciale ad Ale :-)

venerdì 9 novembre 2012

Speciale pasta frolla - Frolla di stagione alle castagne per crostata pere e cioccolato


 Cosa c'è di più buono, in questo periodo, dell'abbinamento pere&cioccolato?
 Lo ripeto spesso nei miei commenti ai post di altre blogger, e lo ribadisco qui, secondo me si tratta di una delle "invenzioni" più riuscite della storia della gastronomia, le varianti di utilizzo sono numerosissime e vanno dal ciambellone della nonna alla sfogliata, dalla mousse alla crostata, come in questo caso.
 Questa volta nello speciale dedicato alla pasta frolla vi propongo una vera chicca, una crostata che riunisce ben tre dei gusti più amati della stagione autunnale e invernale, non solo pere e cioccolato, ma anche la frutta secca sotto forma di farina di castagne, che ci permette di realizzare una crostata senza glutine dagli aromi e dal sapore davvero irresistibili, che spaziano dalle note integrali della frolla a quelle sontuose di pere e cioccolato. La ricetta prevede l'utilizzo di uova intere, perché la presenza degli albumi aiuta a legare meglio una frolla che si presenterà particolarmente friabile e tendente a sbriciolarsi. Il metodo di confezionamento è quello solito della sabbiatura, che trovate qui, per cui non ci sono grandi novità e non possiamo considerarla una base da "scuola di cucina", ma il risultato è così gradevole che non potevo resistere a proporvela!
 Correte quindi a procurarvi un bel pacchetto di farina di castagne fresca e siate pronte a mettere le mani in pasta per realizzare la...

Crostata di castagne alle pere e cioccolato


Per la frolla
·     500 gr di farina di castagne
·     300 gr di burro
·     150 gr di zucchero
·     2 uova
·     sale
Per il ripieno
·     2 pere kaiser
·     250 gr di cioccolato fondente

Realizzare la sabbiatura con burro, zucchero, farina e un pizzico di sale, quindi unire le uova e impastare velocemente, fino ad ottenere un composto compatto. In alternativa, frullare tutti gli ingredienti nel mixer finché il composto non si amalgama, quindi trasferire sulla spianatoia e impastare velocemente. Lasciar riposare in frigo almeno un’ora.
Dividere la frolla in due parti, di cui una sia circa i 2/3 del totale, e stendere, quindi foderare con la parte più grande uno stampo da crostata Ø 24 cm. Bucherellare la base così ottenuta, adagiarvi le pere tagliate a fettine, disporvi il cioccolato tritato grossolanamente e coprire con il resto della frolla, quindi passarvi sopra delicatamente il mattarello per eliminare l’eccedenza.
Bucherellare la superficie e cuocere a 170° per circa 30 minuti, e servire tiepida di modo che il cioccolato risulti ancora leggermente fuso… ma rimane buonissima anche una volta fredda!

lunedì 29 ottobre 2012

Intermezzo - Torta di clementine


Ogni anno, in questo periodo si comincia a risentire dei cosiddetti "mali di stagione", a causa dell'abbassamento delle temperature, dell'aumento dell'intensità dei ritmi di lavoro e dello smog nelle città, della riduzione delle ore di luce e del tempo dedicato all'attività sportiva, che molte persone abbandonano dopo l'estate per riprendere solo in vista della prova costume... Insomma, in questo periodo le nostre difese immunitarie sono messe a dura prova, ed è per questo che dovremmo modificare le abitudini alimentari per supportare con frutta e verdura ricche di vitamine e sostanze antiossidanti (mi riferisco qui in particolare a frutti di bosco e verdure della famiglia delle crucifere) la nostra salute nella stagione fredda.
 La torta che vi presento oggi, in attesa delle prossime puntate sulla pasta frolla, è perfetta per proporre ai nostri cari dei frutti di stagione amatissimi, clementine e arance, in una chiave appetitosa che renderà colorate e salutari le colazioni in famiglia... vantaggi aggiuntivi, è senza glutine e non ha altri grassi oltre alle uova e ai grassi polinsaturi delle mandorle, i grassi migliori in assoluto per contrastare il rischio di insorgenza di malattie cardiovascolari (e di cui, tornando all'alimentazione sana, sono ricchi il salmone, i semi e la frutta secca in generale).
 Detto questo, la torta è anche facilissima e velocissima da preparare, quindi... cosa aspettate a prendere cucchiaio e terrina e mettervi con le mani in pasta?


Torta alle clementine
di Trish Deseine

Per la torta
·     1 arancia e 3 clementine (o 2 arance, 5 clementine, …)
·     6 uova
·     250 gr di zucchero
·     250 gr di mandorle in polvere
·     1 cucchiaino di lievito in polvere
·     1 cucchiaino di acqua di fiori d’arancio o di liquore all’arancia (facoltativo)

Per la copertura
·     6/7 zollette di zucchero
·     1 limone


Lavare l’arancia e le clementine, metterle in un pentolino con acqua, portare ad ebollizione e cuocere a fuoco dolce per 1 ora e 30, quindi lasciar raffreddare. Tagliare a metà, privare di eventuali semi e ridurre in purea nel mixer.
In una ciotola, sbattere le uova con una forchetta, unire il composto di arance e clementine, l’acqua di fiori d’arancio, se piace, il lievito setacciato, lo zucchero e la farina di mandorle; mescolare bene, versare in uno stampo tondo imburrato e spolverato di farina di mandorle Ø 22 cm e cuocere a 190° per un’ora.
Lasciar raffreddare per qualche minuto.
Mescolare le zollette sbriciolate con la scorza del limone grattugiata e qualche cucchiaio del succo, quindi lasciar raffreddare completamente prima di servire. Lo zucchero formerà una deliziosa superficie croccante.


lunedì 8 ottobre 2012

Speciale pasta frolla - La pasta frolla classica per le crostate coperte

 Come promesso, ecco il secondo post dedicato alle varianti di pasta frolla adatte per alcune tipologie particolari di crostata.
 Dopo la ricetta base, per la quale utilizzo solo tuorli, e la frolla viennese, una frolla montata preparata sono con albumi, vi presento una frolla simile a quella base, caratterizzata però dall'utilizzo delle uova intere e dello zucchero semolato al posto dello zucchero a velo e da una diversa metodologia di lavorazione. Questo procedimento un po' "vecchiotto" è quello che seguivano le nostre nonne, che utilizzavano le uova intere, mettevano anche un pizzico di lievito nell'impasto e non conoscevano la sabbiatura, ottenendo così delle crostate "sofficiose"; nulla toglie che si possano preferire crostate di questo tipo, i gusti sono gusti, io mi limito a dirvi quali ricette seguo per preparare la crostata (di solito la ricetta base)! :-)


 Le uova intere rendono la frolla più elastica e meno friabile (la friabilità, ovvero la capacità della pasta di sbriciolarsi alla rottura una volta cotta, aumenta all'aumentare del quantitativo di tuorli e di burro nell'impasto, a parità di farina), mentre lo zucchero semolato ne rende la struttura meno setosa e più porosa.
 Il risultato finale sarà una frolla più morbida rispetto a quella base, alla quale si avvicina comunque maggiormente rispetto alla frolla montata (che per le sue caratteristiche non può essere stesa con il mattarello, per cui occorre darle forma servendosi di un sac-à-poche o di uno sparabiscotti), e che risulta quindi particolarmente indicata per le crostate coperte (quelle che gli americani chiamano "pie" e che realizzano normalmente anche con paste poco o per niente zuccherate, tipo la brisée).
 Di seguito vi riporto la ricetta di una crostata di questo tipo che io amo particolarmente, una rivisitazione del famosissimo pasticciotto leccese, realizzata qualche anno fa da de Riso alla Prova del Cuoco; si tratta di uno scrigno di frolla farcito con una crema pasticcera particolarmente ricca (rispetto alla versione che utilizzo abitualmente e che trovate qui, in quanto il latte è tagliato con la panna) e  le amarene sciroppate, e che io amo servire ancora leggermente tiepida accompagnata da una pallina di gelato al fiordilatte.

Pasticciotto di crema alle amarene
di de Riso

Pasta frolla classica
·     500 gr di farina “00” debole
·     50 gr di (1) uovo
·     60 gr di (3) tuorli
·     200 gr di zucchero
·     300 gr di burro morbido
·     scorza grattugiata di un limone
·     1 bacca di vaniglia
·     sale

Crema pasticcera
·     350 gr di latte fresco intero
·     150 gr di panna
·     120 gr di tuorli
·     150 gr di zucchero
·     30 gr di amido di mais
·     1 pezzetto di scorza di limone
·     1 bacca di vaniglia
·     sale

Per la finitura
·     amarene sciroppate
·     1 uovo
·     1 cucchiaio di zucchero
·     zucchero a velo


Disporre la farina setacciata a fontana, emulsionare al centro le uova con il sale, i semini della bacca di vaniglia e la buccia di limone, lo zucchero e il burro, quindi passare ad incorporare la farina. Impastare velocemente, formare un panetto e farlo riposare avvolto nella pellicola in frigo.
Per la crema, portare ad ebollizione il latte con la panna, metà dello zucchero, la buccia di limone, un pizzico di sale e il baccello di vaniglia dal quale sono stati prelevati i semi per la frolla. Nel frattempo, sbiancare i tuorli con metà dello zucchero, aggiungere l’amido e versarvi poco per volta parte dei liquidi bollenti, sbattendo velocemente con la frusta; incorporare al composto tenuto sul fuoco, portare nuovamente ad ebollizione sbattendo sempre con la frusta, lasciar addensare, trasferire in una ciotola, mettere a contatto della crema la pellicola (serve ad evitare la formazione della pellicina) e lasciar raffreddare.
Stendere la frolla, dividere in due parti, di cui una grande circa i 2/3, foderarvi una tortiera, bucherellare, disporvi la crema, adagiarvi le amarene e chiudere con un disco ottenuto dalla pasta tenuta da parte. Bucherellare, eliminare gli eccessi con un coltello, spennellare con l’uovo sbattuto con lo zucchero e cuocere in forno statico a 165/170° C per 50-55 minuti circa.
A piacere spolverare con lo zucchero a velo, disporre al centro alcune amarene e servire ancora tiepido tagliato a fettine accompagnate dal gelato.

 A questo punto non mi resta che consigliarvi di provarla e augurarvi buon appetito!

venerdì 28 settembre 2012

Speciale pasta frolla - La frolla viennese per la crostata di frutta


Ultimamente ho fatto un po' di esperimenti con la pasta frolla, e ho deciso di rendervene partecipi in questo e nei prossimi post.
 Conoscete già la ricetta base che uso normalmente per le crostate e i biscotti, che va bene un po' per tutte le preparazioni e che potete trovare qui, per cui naturalmente non mi ripeterò, ma cercherò di presentarvi delle varianti di questo impasto base che si prestano egregiamente per alcune preparazioni particolari.
 Ho pensato di cominciare la carrellata con una pasta frolla molto diversa rispetto a quella base, non solo negli ingredienti (udite udite, solo albumi e niente tuorli qui! la definirei una perfetta pasta frolla di recupero :-) ma anche nella preparazione: si tratta infatti di una frolla montata, che cioè viene realizzata con il burro lasciato ammorbidire a temperatura ambiente (in gergo "a pomata") e poi montato insieme allo zucchero e agli altri ingredienti prima dell'aggiunta della farina. Se ricordate, il metodo che ho già spiegato è esattamente agli antipodi, e prevede di utilizzare il burro freddissimo per poter procedere all'operazione di sabbiatura. Il risultato che si ottiene è diversissimo: con la sabbiatura, la frolla (che chiamerò del tipo "a") risulta più croccante e friabile, mentre la frolla montata (che chiamerò "b") risulterà più morbida e... "accogliente" per un eventuale ripieno cremoso. Questo perché, con il primo metodo, si cerca di lavorare la farina il meno possibile affinché non sviluppi glutine e, appunto, la frolla non si alzi in cottura, mentre con il secondo metodo, utilizzando gli ingredienti a temperatura ambiente, si svilupperà maggiormente il glutine che farà crescere la pasta rendendola morbida.


 La crostata può essere cotta direttamente con il suo ripieno (marmellata, crema, nutella, ...) oppure senza, coperta con un foglio di carta forno e dei pesetti per evitare che si gonfi troppo in cottura; il guscio vuoto, una volta cotto e raffreddato, potrà essere farcito a piacere, ad esempio con crema pasticcera, e poi decorato, ad esempio con frutta e gelatina. Se si usa la pasta frolla di tipo a, lo stacco tra la croccantezza della base e la cremosità del ripieno potrebbe essere troppo netto, le due consistenze risulterebbero slegate tra loro e, al momento del taglio, la crema cadrebbe dal guscio e non si otterrebbero fette perfette; per ovviare a questo inconveniente, i pasticceri normalmente interpongono uno strato di consistenza intermedia tra la base (consistenza dura) e la crema (consistenza morbida), ad esempio un pan di spagna inzuppato o una crema frangipane (in questo caso, la base verrà cotta già con il frangipane, poi lasciata raffreddare e quindi farcita con crema e frutta). L'alternativa che vi propongo è quella di usare la frolla di tipo b, che, essendo di per sé più morbida, grazie allo sviluppo del glutine, non rende necessaria l'interposizione di strati tra la base della crostata e la crema di farcitura.
 Dopo avervi annoiato con tutte queste parole, tranquilli, ecco il premio! :-)


Crostata di frutta
di Luigi Biasetto

·     250 gr di farina
·     200 gr di burro t.a.
·     150 gr di zucchero a velo
·     3 albumi t.a.
·     bacca di vaniglia
·     sale

Crema di farcitura:
·     250 ml di latte intero
·     6 tuorli
·     100 gr di zucchero
·     10 gr di amido di riso (o maizena)
·     aroma a piacere (bacca di vaniglia, buccia di limone)

Gelatina naturale:
·     2 mele verdi
·     zucchero
·     succo di limone

Per decorare:
·     frutta fresca di stagione a piacere, matura ma soda


Montare il burro con le fruste elettriche insieme allo zucchero, un pizzico di sale e la vaniglia, quindi aggiungere gli albumi, montare ancora fino ad amalgamarli, e aggiungere la farina a mano, incorporandola con una spatola. Disporre il composto ottenuto in un sac-à-poche con bocchetta liscia Ø 1-1,5 cm e lasciar rassodare in frigo per mezzora. Disporre sopra una teglia un foglio di carta forno e un anello in acciaio (va bene anche il cerchio delle tortiere a cerniera), quindi realizzarvi dei cerchi concentrici con l’impasto, facendo un doppio strato sui bordi. A questo punto avete due alternative per evitare che la pasta si gonfi troppo in cottura e perda la forma: è preferibile lasciare la pasta per 12 ore in frigo, ma se non avete tempo la potete mettere in frigo per 30 min, quindi adagiarvi un foglio di carta forno con dei pesetti, soprattutto sul bordo, e cuocere  a 200° C per 25 minuti.
Tagliare le mele a pezzi con la buccia, metterle in un pentolino con acqua a filo e cuocere per 20 minuti dall’ebollizione, quindi filtrare il liquido ottenuto, unire pari peso di zucchero, portare ad ebollizione, aggiungere un po’ di succo di limone, far cuocere per altri 30 minuti, quindi lasciar raffreddare.
Portare ad ebollizione il latte con l’aroma prescelto e metà dello zucchero; nel frattempo, sbattere i tuorli con l’amido e il resto dello zucchero, quindi unire qualche cucchiaio del latte bollente, sbattere con una frusta, unire al resto del composto e cuocere ancora a fuoco lento finché la crema non si rassoda; fare molta attenzione perché ci vorrà pochissimo e la crema tende a stracciare! Trasferire subito in un contenitore freddo e lasciar raffreddare.
Disporre un velo di crema sulla base, quindi decorare con la frutta disposta a cerchi concentrici, grattugiarvi un po’ di scorza d’arancia, adagiarvi 1-2 cucchiai di gelatina e stenderla con il pennello, lasciar assestare per mezzora in frigo, quindi servire.

venerdì 14 settembre 2012

La torta Caprese

 Bentornati su queste pagine!

 Ma quanto corre veloce il tempo? Quasi un mese dall'ultimo post, devo farmi perdonare... e non vedo modo migliore che quello di presentarvi la mia versione della torta caprese!!

 Non credo ci sia bisogno di presentazioni, ma, per quei pochi che non lo sapessero, la caprese rientra tra i dolci della tradizione napoletana, anche se non si tratta di un dolce antico, essendo stata ideata in una pasticceria caprese ai primi del '900.
 Si realizza con pochi semplici ingredienti, mandorle, cioccolato, uova, burro e zucchero, le cui proporzioni possono renderla più o meno soffice, asciutta o umida.
Le dosi che vi riporto, secondo il mio personalissimo gusto (!), consentono di ottenere l'equilibrio perfetto in quanto a consistenza (né troppo asciutta, né troppo umida e quindi... "mattonosa") e sapori.

Torta caprese

·         200 gr di burro fresco t.a.
·         200 gr di zucchero semolato extra-fine
·         5 uova
·         50 gr di cacao amaro
·         200 gr di cioccolato fondente al 50%
·         200 gr di mandorle (o un mix di nocciole e mandorle)
·         30 gr di fecola
·         5 gr di lievito per dolci (si può omettere)
·         sale
·         burro e farina per lo stampo
·         zucchero a velo


 Tostare le mandorle in forno a 140° per 20 minuti, quindi eliminare la pellicina e frullarle nel mixer fino ad ottenere una farina.
 Miscelare il cioccolato grattugiato con la fecola, il cacao e il lievito setacciati.
 In una ciotola montare leggermente con la frusta a mano il burro con lo zucchero; unire i tuorli e amalgamare senza montare troppo, unire quindi le polveri, alternandole agli albumi montati a neve con un pizzico di sale, e infine unire la farina di mandorle. Versare in una tortiera (io di solito uso lo stampo da crostata) imburrata e infarinata e infornare a 165° per 35/40 minuti, quindi sformare, lasciar raffreddare completamente, spolverizzare di zucchero a velo e servire accompagnando con gelato o panna montata.

 E se, dopo averla provata, non vi fosse passata la voglia di caprese, ma anzi questa voglia fosse aumentata? Beh, per chi volesse cimentarsi con un'altra variante, qui trovate la meravigliosa torta caprese al limone ideata da Sal de Riso, che spero possa compensare ogni carenza di zuccheri fino al prossimo post... e se per l'occasione vi avevo presentato uno dei miei cuccioli, questo è il momento di una delle mie gattine...


 Alla prossima e intanto... buona caprese a tutti!!!

venerdì 17 agosto 2012

Crème caramel e... buone vacanze!

 Eh sì, me lo riprometto sempre ma ancora quest'estate non sono riuscita a preparare un solo dolce che non richieda l'uso combinato di forno e fornelli!! Sarà una malattia?

 Il dolce che vi propongo oggi non ha bisogno di presentazioni né di troppe spiegazioni, tanto è semplice da preparare. Le uniche accortezze riguardano
1 - la preparazione del caramello, che immagino per qualcuno di voi (come anche per me!) sia un po' croce e delizia, nel senso che, per quanto lo amiate e vi sforziate nel prepararlo, sono più le volte che vi dà problemi che quelle in cui risulta prefetto, dorato al punto giusto ma non così troppo da doverlo buttare via (insieme al pentolino...)
2 - la cottura a bagnomaria: il consiglio in generale per questo tipo di cottura è quello di controllare di tanto in tanto che l'acqua non vada ad ebollizione, e in tal caso di aggiungere altra acqua fredda.


 Il crème caramel si prepara con quattro semplici ingredienti, latte, zucchero, uova e bacca di vaniglia; potrete trovare ricette che prevedono di tagliare parte del latte con la panna, aumentando così la quantità di grassi in un dolce di per sé è leggero e poco calorico, perfetto quindi anche per l'estate (sempre che si sopporti di accendere il forno); a mio gusto, vi consiglierei piuttosto di aumentare il quantitativo di tuorli a scapito delle uova intere, in modo da rendere la crema un po' più saporita (anche se meno delicata).


 Insomma, come tutte le ricette della tradizione, anche il crème caramel si presta a qualche variante negli ingredienti, mentre il procedimento è assolutamente lineare e lo trovate indicato qui sotto...

Crème caramel
(per 6 stampini)

·         500 gr di latte intero
·         4 uova
·         1 bacca di vaniglia
·         125 gr di zucchero + 100 gr per il caramello

Mettere lo zucchero in un tegamino dal doppio fondo, coprirlo a filo con acqua e mettere sul fuoco, senza mai toccarlo, finché lo zucchero non scioglie e comincia a caramellare; quando avrà raggiunto un colore ambrato, aggiungere 2 gocce di succo di limone, versare in sei stampini di alluminio (o acciaio o ceramica) e lasciar indurire a temperatura ambiente.
Portare ad ebollizione il latte con la bacca di vaniglia aperta e lo zucchero, quindi versare sulle uova sbattute, sempre mescolando per evitare che si cuociano. Versare negli stampini aiutandosi con un mestolo. Disporre gli stampini su una teglia con un foglio di carta forno e acqua e infornare a 180° per 40 minuti. Lasciar raffreddare, quindi mettere in frigo per qualche ora, sformare e servire.


Buon appetito e, come dice il titolo del post... buone vacanze a tutti, ci rivediamo a settembre!!!